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(Lombardia – Varese) How to… make home-made beer!

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Buongiorno a tutti!

La rubrica dell’how to è giunta al secondo step e oggi voglio proporvi qualcosa di alternativo e unico per gli amanti del genere.

Chi non ha mai fantasticato  guardando il laboratorio improvvisato nel garage di casa Simpson oppure di fronte ai classici american movie da college, di poter fare della vera e propria birra direttamente a casa propria?

Beh, non è follia, basta informarsi e attrezzarsi a dovere, ecco un breve manuale per un perfetto homebrewing!

Per iniziare è necessario conoscere i quattro ingredienti fondamentali:

1. Acqua

2. Malto, ottenuto facendo germinare i grani di orzo ed interrompendo poi la germinazione mediante essicatura; in questa fase i chicchi d’orzo subiscono importanti modificazioni e vengono messe a disposizione numerose sostanze essenziali per la realizzazione della birra.

3. Lievito, un organismo unicellulare responsabile della fermentazione e principalmente produce alcool ed anidride carbonica: è lui che fa la birra!

4. Luppolo, è una pianta rampicante che cresce nelle zone temperate. Viene utilizzata per la birrificazione la sua infiorescenza che giunge a maturazione attorno alla fine di agosto. Conferisce alla birra, oltre che aromi, anche l’amaro ed è un conservante naturale.

Poi ci servirà:

– un macinatore
– un filtratore con falsofondo bucherellato
– un bollitore meglio se in acciao inox
– un fermentatore                                                                                                                               – serpentina in rame

A questo punto possiamo passare in rassegna il procedimento, noto come all grain:

1) il malto d’orzo viene macinato in modo che l’involucro si apra  e “cotto” in acqua a circa 50 gradi. A determinate temperature avvengono delle modificazioni chimiche e fisiche dell’impasto: la più importante di queste è la trasformazione dell’amido dell’orzo in zuccheri

2) quando tutti gli amidi sono stati trasformati in zuccheri viene filtrata la parte solida (principalmente le “bucce” dei chicchi d’orzo) nel filtratore: si otterrà un liquido zuccherino (mosto)

3) il mosto viene portato ad ebollizione dopo aver aggiunto il luppolo, acquistando così  le caratteristiche aromatiche e di amaro. Si lascia bollire per circa un’ora.

4) filtrato dal luppolo, il mosto viene raffreddato ad una temperatura adatta alla fermentazione (più o meno temperatura ambiente) attraverso la serpentina in rame.

5)  raggiunta una temperatura di circa 20 gradi si può trasferire il composto nel fermentatore in cui viene inserito il lievito che inizia il processo di fermentazione: “mastica” gli zuccheri e produce alcool e anidride carbonica (oltre che alcuni composti aromatici)

6) terminata la fermentazione, il lievito si “addormenta” e deposita sul fondo del fermentatore. La birra viene imbottigliata e lasciata maturare.

7) si beve!

Francesca Camboni

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Autore: backpackistheway

Studentessa di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale a Bologna, ho una formazione umanistica in Lettere Moderne presso l'università degli studi di Milano e nutro un forte interesse per tutto ciò che è ispirazione, a cominciare dai viaggi zaino in spalla verso mete indefinite.

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