Italia da Vivere

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(Puglia – Bari) Appunti

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Siamo arrivati finalmente a sabato. Chi con fatica, chi con tranquillità, chi con altre mille emozioni diverse e contrastanti. Il sabato è tempo di bilanci, di fare il punto della settimana o del mese, di pareggiare i conti, di dedicarsi a quella cosa messa da parte per tutto questo tempo e finisce che ci si ritrova a pensare alla propria vita (vissuta) e ai programmi futuri. Cosa hai fatto, cosa ti sei perso, cosa vuoi. E i libri e i film mostrano alternative valide, in fondo nasce tutto da una decisione e il suo svolgimento dipende dal tipo di scelta, in fondo l’attore potresti essere tu, in fondo son poche le cose che non si possono fare nella propria
vita. Ed è così facile aggrapparsi a ciò che c’è di più bello ed entusiasmante nel proprio mondo che sembra quasi di avere una risposta a tutto “l’adesso” che esplode intorno. Esplode nell’insoddisfazione di un paese che troppo spesso ormai non ti rappresenta, esplode nelle ingiustizie quotidiane, esplode nella straziante abitudine delle tragedie, esplode nella cattiva informazione e nell’ignoranza. Esplode ovunque e in ogni momento. Il problema è che diventa sempre più difficile farsi colpire, sentirsi ed essere parte della realtà; tra i “che altro è successo ora?” e i “non cambierà mai niente” la capacità di percepire ogni tipo di stimolo esterno è inibita, indifferente, apatica. Dopo tutto, ognuno ha la propria quotidianità  da mandare avanti giusto? C’è chi dice che sia questione di coraggio, di aver la forza di cambiare e migliorarsi. Probabilmente è solo questione di fortuna, di destino, di fede, di karma e di tutte quelle altre cose che gli uomini hanno il vizio di usare come scusanti o attenuanti alle proprie mancanze.
Il mio sabato si sofferma su questo, vorrei evitare di perder tempo che potrei utilizzare diversamente e soprattutto vorrei potermi ritrovare da qui a 20 anni con migliaia di episodi nel mondo da raccontare. E se non mi faccio colpire così frequentemente tutto ciò che potrò raccontare saranno i pettegolezzi di paese ascoltati dal parrucchiere. Ma anche no!🙂

Chiara Rotondo

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