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(Lombardia – Varese) How to.. make sushi! La perfezione tra nigiri e temaki.

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Buonasera a tutti!

Asian tea fumante, computer acceso e tasti che aspettano solo di essere sfiorati; queste sì che sono istantanee di perfezione!

Visto che oggi è la giornata dell’ How To, è proprio di perfezione che voglio parlarvi!

Penso che ognuno di noi sia al corrente del successo che lo stile di vita giapponese sta riscuotendo in ambito culinario, artistico e culturale, ma forse non tutti ne conoscono il motivo reale.

Giappone è sinonimo di perfezione,una tradizione in cui sensibilità estetica,

rigore formale e bellezza sono radicate in molte pratiche del quotidiano: dalla calligafia, alla pittura fino alla cucina.

Un solo sguardo a questa foto riuscirà a convincervi, se mai aveste avuto dei dubbi: secondo la filosofia giapponese ogni elemento possiede una posizione precisa, studiata a dovere, quilibrata e in armonia con ciò che lo circonda, concetto chiave del pensiero zen.

Particolarmente per quanto riguarda il cibo infatti, il piacere è costituito da una componente visiva, gustativa e tattile: questi dettagli rendono i pasti un’esperienza multisensoriale che parte non dal gusto, ma ancora prima, dall’impatto visivo.

Scenografia ed equilibrio sono quindi le parole chiave per interpretare, visto che non basta gustare, un piatto tipico giapponese.

E’ infatti carpendo quella corrispondenza perfetta tra pieni e vuoti, l’armonia tra i colori e la relazioni tra gli spazi che si può definitivamente considerare il Giappone come la perfezione per antonomasia.

Vi dico tutto ciò semplicemente perchè credo che la cultura orientale sia una delle più affascinanti che esistano; quindi perchè non sfruttare questo emblema di perfezione per un San Valentino leggermente Asiatico?

Il sushi home-made è la soluzione a tutti i punti di domanda relativi alla giornata degli innamorati: un modo per sperimentare la perfezione, cimentarsi in qualcosa di insolito e un’ottima alternativa alla classica cena a basa di rose e champagne!

Detto ciò, sfatiamo il mito che preparare del buon sushi nella propria casa sia qualcosa di impossibile; non lo è, anzi.

Prima di tutto, per chi ancora non lo sapesse, quando si parla di sushi ci si riferisce principalmente a una cucina vegetale a base di riso bianco Sameshi cotto, lavato e seccato, aglhe, tofu e una vasta gamma di pesci crudi o cotti abbinati a dovere.

A questo punto, cosa ci serve?

Per iniziare a cimentarsi nell’arte culinaria giapponese dobbiamo armarci di:

– riso bianco Sameshi

– buste di alghe Nori

– verdure da abbinare al pesce (l’avocado è il più adatto insieme alle carote)

– salsa di soia

– wasabi

– una stuoia in bambù per arrotolare il sushi

– busta di zenzero in salamoia

– bastoncini di bambù usa e getta

– pesce fresco a piacere; gamberi, salmone, tonno, pesce bianco..

(Tutti queste componenti, pesce fresco a parte, possono essere facilmente acquistate anche nei supermercati in cui sono disponibili i veri e propri kit per il sushi home-made)

E’ necessario far bollire il riso qualche ora prima e lasciarlo raffreddare perchè diventi della giusta consistenza per essere lavorato.

Per muovere i primi passi, iniziamo dai maki, che sono praticamente rotoli rivestiti con l’alga nori all’esterno.
Non dobbiamo fare altro che stendere sulla stuoietta l’alga, e quindi inumidirne i bordi con dell’acqua, usando le dita. Ora, ricorrendo a una spatola di legno, dobbiamo prendere un po’ di riso bollito e schiacciarlo direttamente sull’alga.

Non rimane che inserire la farcitura che preferiamo, pesce e cetriolo, oppure pesce e avocado, circa sotto la metà dell’alga, verso di noi.
Sempre con la stuoietta ora dobbiamo avvolgere su se stessa l’alga, premendo il maki e al contempo facendolo ruotare, al fine di ottenere un piccolo rotolo dal diametro ridotto e allo stesso tempo compatto. Teniamo presente che l’alga deve essere stretta, anche se con delicatezza, così che all’interno il riso risulti ben compattato. A questo punto possiamo tagliare il maki a fette non più grandi di un centimetro e servire con salsa di soia o wasabi, così abbiamo terminato la preparazione!

Questo è solo un esempio delle tante varietà di pietanze che si possono preparare, ma gli ingredienti di base sono sempre gli stessi e una volta capito il meccanismo ci si può davvero sbizzarrire!

Per citare un altro esempio, gli uramaki, che al contrario dei maki sono avvolti da uno strato di riso e successivamente dall’alga, contenendo il pesce scelto insieme alla verdura, prevedono la stesura del riso sulla stuoietta di bambù, poi l’alga e il ripieno alla fine, come già precedentemente accennato per i maki.

Ovviamente ci sono innumerevoli combinazioni e abbinamenti tutti da sperimentare, per questo penso che l’idea di un sushi home-made per la sera di San Valentino possa essere un successo: fantasia e complicità per un’occasione speciale!

Potete trovare dei video tutor molto utili su youtube!

Francesca Camboni

Autore: backpackistheway

Studentessa di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale a Bologna, ho una formazione umanistica in Lettere Moderne presso l'università degli studi di Milano e nutro un forte interesse per tutto ciò che è ispirazione, a cominciare dai viaggi zaino in spalla verso mete indefinite.

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