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(Abruzzo – Chieti) La costa dei trabocchi: tra terra e mare, leggenda e realtà

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Anche se giriamo tutto il mondo in cerca di ciò che è bello, o lo portiamo già in noi, o non lo  troveremo.     Ralph Wald Emerson

La luce del tramonto rende magico qualsiasi luogo, ma questo è incantevole a prescindere. Una perla che per il suo fascino e la sua storia attira visitatori da tutta Italia e dal mondo: la costa dei trabocchi. Una porzione di litorale chietino lunga circa trenta chilometri che si estende da Francavilla al Mare fino a San Salvo, comprendendo i comuni di Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto, tutte località

balneari insignite con la Bandiera Blu dell’Unione Europea per la qualità delle loro acque. Un paesaggio estremamente ricco e composito per la varietà di spiagge, insenature, piccoli golfi, promontori e scogliere, che trae il suo nome proprio dalla particolare presenza di queste antiche e tipiche costruzioni marinare. I ventisette trabocchi sono situati lungo le sporgenze della costa, in punti strategici che consentono di proiettarsi nel mare, come prolungamenti della terra. Ciò consentiva di pescare in acque più profonde sfruttando le correnti marine laterali alla costa, evitando così di rischiare la vita in pericolose battute di pesca al largo.

Costruiti con tavole e assi di legno connessi tra loro, sono issati su pilastri conficcati nel fondo del mare o negli scogli, e collegati trasversalmente alla riva da esili passerelle. Dalle piattaforme finali si stagliano le antenne che sostengono le reti per la pesca, calate a mare tramite un complesso meccanismo di carrucole e funi. Il motivo della loro struttura è da ricercare nella loro origine. Testimonianze di antiche civiltà, probabilmente furono costruiti da contadini,  per integrare gli scarsi mezzi di sostentamento offerti dall’agricoltura.

Suggestive e emblematiche opere d’arte senza tempo in grado di resistere alla furia del mare, fanno da cornice a piccole spiaggette incastonate come gioielli lungo il frastagliato litorale. Considerati dal 1994 dalla Regione Abruzzo come importante patrimonio culturale e ambientale, sono stati in parte anche ‘reinventati’, diventando oggi sede di graziosi ristorantini dove è possibile degustare menù di pesce letteralmente  ‘immersi’ nell’Adriatico.

Giovanna C.

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